Giovedì, 6 agosto 2020

Il “mestiere

Carissimi amici, non posso iniziare questa puntata di Internet Café che per un mese circa si ferma e lascia spazio agli speciali dei nuovi concerti del Nome e Cognome Tour 2006, se non ringraziandovi e ringraziandovi ancora, per la vostra presenza, il vostro affetto, le vostre storie che ogni volta ci emozionano sempre di più. Questo appuntamento con Internet Cafè, proprio perché precedente la nuova serie di concerti di Luciano negli stadi, è dedicato al “mestiere” del cantante, riflettendo insieme sul come un artista viva il prima, il dietro le quinte, il durante, lo spettacolo ed il dopo quando i riflettori si abbassano ed è ora di tirare le somme sulla serata e sulla performance. Inoltre, le emozioni che un personaggio pubblico può provare nell’essere al centro degli sguardi di migliaia di fans, così come del rapporto che il Liga nazional popolare ha con il suo paese, una cittadina di 22.000 abitanti della provincia reggiana. Proprio per approfondire tutti questi argomenti, ho ripreso in mano “Fuori e Dentro il Borgo” del quale tre racconti ben descrivono la figura dell’artista: “Altro giro, altro regalo”, “Non sei diverso dalle altre puttane”, “Il cantante, il borgo e l’Era dell’Acquario”.

Internet cafèIn “Altro giro, altro regalo” il Liga ritrae minuziosamente tutte le fasi che precedono il debutto sul palco. Infatti, si parla della trasferta con la sosta in autogrill e le barzellette del manager Maioli, le interviste telefoniche con i giornalisti che pongono sempre le stesse domande, l’arrivo al Palazzetto o allo Stadio con il gruppo già posizionato sul palco intento a provare. Poi, il controllo di suoni e luci; la conferenza stampa con i giornalisti, le cui domande ancora una volta sono le stesse e piuttosto banali, l’odore della cena preparata dal catering, il ripasso della scaletta, il rito propiziatorio in camerino, gli ultimi cinque minuti prima del debutto. E finalmente, come dice il Liga, l’uscita, ovvero, “La Liberazione”. Da quel momento è tutto un susseguirsi di emozioni forti, di energia pura, di diversità che si cancellano o si evidenziano maggiormente, di pelle d’oca. Un’ebrezza indescrivibile, dove la testa non fa più il suo dovere (“…ciao,ciao testa…”) ma per fortuna, ci sono le gambe che sorreggono. Infine, tanta festa nei camerini anche se Luciano dice che la festa più bella, sono le ore di concerto con il suo pubblico. Alla lettura di questo racconto, mi sono caricata al massimo tanto sono dettagliatamente descritte sia l’atmosfera del concerto che le emozioni del Liga. E voi: come vi sentite ai suoi concerti? Ora che siamo in aria di concerto, potete dire di essere razionali mentre li vivete o la musica vi ubriaca completamente?

C’è un altro racconto di “Fuori e Dentro il Borgo” che ben descrive le sensazioni di Luciano in prossimità dei concerti e che sottolinea come un personaggio pubblico abbia non solo degli onori ma pure degli oneri. In “Non sei diverso dalle altre puttane”, il Liga fa ben capire che essere famosi non è sempre una condizione semplice da sostenere. Prima di essere un cantante, una star, un artista, ognuno è un uomo. Dunque, può capitare che la sera stessa in cui ci si deve esibire, ci si senta sopraffatti da mille preoccupazioni o problemi concreti, sofferenze che stringono il cuore e vorrebbero far mandare all’aria tutto. Ma come scrive Luciano: “La gente ha comunque comprato quel biglietto e comunque tu stia, ognuno di loro, ha diritto alla sua foto con te”. A me questo racconto ha molto colpito, perché è come se Liga, con profonda intensità, svelasse il suo modo di essere artista e direi che nuovamente dimostra di avere un grande spessore. Infatti, ciò che vuole comunicare al lettore è di non credere all’essere famosi come solo una serie di privilegi. Contrariamente, un personaggio pubblicamente riconosciuto ha molti più obblighi degli altri e a maggior ragione, deve saper “stringere i denti”ed essere professionale anche nelle circostanze avverse. Vi siete mai immaginati, pur solo per un attimo, personaggi famosi? Sentiresti più i privilegi o gli obblighi di questa condizione? Quando vedete Luciano sul palco, vi siete mai chiesti come sta “dentro”, l’uomo e non l’artista che sale sul palco? Correggio

Un terzo racconto tratto dalla prima raccolta del Liga, ci permette di approfondire ulteriormente gli argomenti di questa puntata. In “Il Cantante, il borgo e l’Era dell’Acquario”, Luciano parla del rapporto tra il suo essere, famoso, e la cittadina in cui è nato e vive, Correggio. Egli ci fa capire che non è facile vivere al “Borgo” da personaggio popolare, poiché la gente indaga su di te e spesso trae conclusioni sbagliate sia sul lavoro che fai, sul modo di porti, sull’interiorità che hai. Tuttavia, egli ammette che questa sensazione deriva anche dalla sua profonda sensibilità che non lo renderà mai completamente estraneo al suo contesto e la sensazione che prova, dunque, è quella di dover essere sempre cauto e procedere “con il freno a mano tirato”. Nonostante ciò, il Borgo/Correggio è rassicurante per il Liga che ama passeggiare sotto i suoi portici, ancora intatti dalle accelerazioni del futuro. Un altro aspetto che Luciano apprezza della sua cittadina natale è la dimensione umana del luogo, potendo infatti raggiungere qualsiasi posto del Borgo in bicicletta. Inoltre, si interroga sul futuro di Correggio, sulla sua capacità di conciliare passato e futuro, storia ed innovazione ma soprattutto ci dimostra il suo essere uomo noto con i piedi ben saldi a terra. Infatti, ritorna a parlare di sé, della gente che lo ferma per la strada e gli pone le domande più svariate per concludere che pure ciò fa parte del gioco, del suo ruolo di artista conosciuto ma ben consapevole che il successo è “aleatorio, capriccioso e fuggevole” e prima o poi, come scritto in Fuori e dentro il Borgo, “verrà per fargli ciao con la manina”. Allora, vi chiedo: se voi foste cantanti come Luciano o attori, come vivreste il rapporto con la vostra città natale, soprattutto se essa fosse una piccola realtà provinciale come lo è Correggio, dove tutti conoscono tutto? Riuscireste, pur nella consapevolezza della vostra notorietà, a rimanere semplici o meglio, correggesi doc come il Liga? Cedereste, invece, al vostro nuovo status di celebrità? Internet Café vi saluta temporaneamente così, lasciandovi tanti spunti di riflessione che ci auguriamo vorrete comunicarci al più presto sull’apposito spazio del nostro sito. Arrivederci a tutti dopo i concerti!

Mercoledì, 24 maggio 2006