Lunedì, 8 agosto 2022

da 'Rimini' a 'DaZeroaDieci'

DaZeroaDieciCiao a tutti amici, io sono Federica Prandi e in questo momento vi dico che sono molto emozionata nel presentarmi a tutti voi. Infatti, oggi è per me la prima volta su LigaChannel e come inizio ho avuto il piacere ma anche la responsabilità di tenere, per così dire, a battesimo, il nuovo appuntamento del venerdì, “Internet Cafe”. Penso che la maggior parte di voi che ci ascoltate e leggete, sappia cos’è un Internet Cafe ma per chi si è calato nel magico mondo del web da poco, chiarisco che esso è un luogo in cui, oltre a navigare, si può leggere, scambiare opinioni, chiacchierare con amici vecchi o recenti. Dunque, un posto in cui è la parola, in tutte le sue forme, a farla da padrona. Così è anche l’Internet Cafè di Ligachannel Radio, uno spazio in cui insieme viaggeremo attraverso la letteratura, il cinema e, naturalmente, la musica. Dico insieme, perché da voi, amici, ci aspettiamo grandi cose: sarebbe davvero fantastico se ci aiutaste con suggerimenti, opinioni, critiche (non troppe, speriamo!) a rendere questo appuntamento coinvolgente e concreto come lo è il mondo di Liga. Abbiamo pensato di realizzare il nostro Internet Cafè, perché Luciano non è solo un grande musicista e cantautore ma è pure sceneggiatore, regista e scrittore. “Radio Freccia” e “Da Zero a Dieci”, “Fuori e dentro il borgo” e “La neve se ne frega” sono esempi che tutti conoscete bene.

Pier Vittorio Tondelli A tal proposito, oggi vi propongo questo binomio, un film e un libro: due correggesi doc che, per dirla con le parole del nostro Luciano, hanno saputo e sanno vivere ad orecchio. Sto parlando di “Da Zero a Dieci”, di Liga e “Rimini”di Pier Vittorio Tondelli. Non è stata una scelta casuale quella di puntare lo sguardo alla seconda pellicola di Luciano e di prendere tra le mani, il best-seller di Pier Vittorio. Viki, così lo chiamavano gli amici, a venticinque anni era già considerato dalla critica letteraria un genio della scrittura, il padre del post-moderno. E’scomparso prematuramente nel 1991 ma tanti sono gli scrittori attualmente affermati, che da lui hanno appreso l’arte della narrazione. Liga e Vicki sono vicini da sempre: di età, di casa e soprattutto nel modo di vivere il loro tempo. Luciano stesso, non ha mai nascosto la sua stima ed ammirazione nei confronti di questo suo concittadino. Così, noi di LigaChannel ci sentiamo di proporvi delle analogie tra queste due opere, ognuna delle quali, è bene ricordarlo, ha comunque vita propria. 

RiminiSono sicura che tutti voi conoscete Da Zero A Dieci, fotogramma per fotogramma e parecchi avranno pure letto il romanzo tondelliano. Io partirò da quest’ultimo per  approfondire quelle analogie con il film di Luciano, che vi accennavo prima. “Rimini” è la storia di un giovane giornalista milanese, Marco Bauer, che negli anni Ottanta, viene mandato dal suo quotidiano a dirigere un inserto estivo a Rimini, la mecca del divertimento e della trasgressione. Lì incontra figure diverse, Bruno May, uno scrittore omosessuale; Susy, una collega romagnola tanto seducente quanto determinata ad avere successo; due sorelle tedesche, Beatrix e Claudia, l’una alla ricerca dell’altra e una serie di episodi da romanzo giallo. Ma soprattutto, il best-seller di Tondelli è una storia allusiva che mette a nudo le inquietudini e fragilità dei vari personaggi, in cerca della loro vera identità. Non aggiungo altro: chi non lo ha ancora letto, ha il diritto di gustarselo fino in fondo.

DaZeroaDieci, ambientazioneRitornando ai punti di contatto tra “Rimini” e “Da Zero a Dieci”, noi di LigaChannel, ne abbiamo individuati, tra i tanti, almeno tre. E’ sottinteso, che invitiamo anche voi ad esprimere eventuali riflessioni o “nuove scoperte” in questo spazio.

Primo elemento comune tra le due opere, è , ovviamente, l’ambientazione e l’atmosferaRimini, ambientazioneSia nel film di Liga che nel romanzo tondelliano, gli eventi si svolgono a Rimini, il cuore della Riviera Romagnola che in periodo di alta stagione, appare come una sorta di Las Vegas italiana. Un paese di Ben Godi all’insegna del divertimento, delle luci abbaglianti, del frastuono. Anche l’atmosfera è la stessa: nel periodo estivo, Rimini è afosa e caotica. Tuttavia, è curioso notare come a quasi vent’anni di distanza (il romanzo è ambientato nel 1983; il film nel 2000), la città rivierasca è immutata e così lo è pure tuttora.

DaZeroaDieci, apparenza e realta'Lo sfondo di Rimini è inoltre, il giusto contraltare per introdurre la seconda analogia: il contrasto tra apparenza e realtà. In “Rimini” e in “Da Zero a dieci”, tutti i personaggi sbarcano sulla riviera romagnola, sicuri di arrivare o di essere arrivati. Il nocciolo della questione però è molto più complesso: qui giungono giovani rampanti (come Marco Bauer nel libro di Tondelli) e quarantenni quasi sistemati (come i protagonisti del film di Liga) a confrontarsi con se stessi e con quello che li circonda.
Da una parte,  Marco Bauer, per il quale “arrivare”significa trovare lo scoop giusto a far decollare la sua carriera di cronista, capirà che il “vero arrivato” è colui che rinuncia al sensazionalismo per il bene altrui (“….C’è chi arriva e chi è arrivista una vita intera”- arriverà a dire Bauer). Dall’altra, invece, lo scopo del soggiorno riminese pare essere quello di proseguire idealmente un weekend, interrotto circa vent’anni prima, all’insegna del divertimento e dell’avventura. In realtà, ognuno degli otto protagonisti scoprirà che il passato non è del tutto dimenticato e, pesa come un macigno sulle loro vite, il tragico attentato alla stazione di Bologna, dove è rimasto vittima un amico comune.

Luciano LigabueDa quanto detto, emerge un’ulteriore considerazione: “Rimini” e “Da Zero a Dieci” sono entrambe opere, cosiddette, “di formazione”. Infatti, è palese un percorso di maturazione interiore che porterà, ventenni, trentenni e quarantenni a spostare la visione della vita, in una direzione diametralmente opposta a quella finora perseguita. Qualcuno avrà pure la peggio in questo processo di acquisizione del sé: Bruno May di “Rimini” non riesce ad accettare pienamente la sua condizione di omosessualità, né a farla accettare ad una società pregiudicante e  infine, sceglie il suicidio; Libero, nel film, sente di essere se stesso nel momento in cui ammette il suo bisogno di sfidare la propria persona ed il destino, che però sarà con lui, impietoso.
Infine, vorrei aggiungere una nota sulle canzoni che vi abbiamo proposto alla radio: sono state appositamente individuate in base alla loro attinenza con i personaggi ed i contenuti trattati.
Pier Vittorio Tondelli Scriverei e parlerei con voi di Luciano e Viki per ore, poiché tanto ancora ci sarebbe da dire. Volete farlo voi? Aspettiamo con ansia le vostre impressioni ma anche nuovi spunti di analisi, proprio qui, in questa sezione. E aggiungo ai miei saluti un ulteriore importante spunto che è una provocazione tratta dal best-seller di Tondelli:

“SI CERCA SEMPRE SE STESSI IN FONDO….”

 

Venerdì, 17 marzo 2006