Giovedì, 18 gennaio 2018

Lezioni di italiano

Kaveh Rastegar(liberamente tradotto dalla redazione)
Leggi la versione originale inglese

Sono Kaveh, suono il basso. Abito a Los Angeles. Me la sto godendo a suonare con Luciano.

La sera prima di incontrarmi con la band per le prime prove ad Oakland vicino a San Francisco, avevo suonato con il mio gruppo e, una volta ripartito dopo il concerto ho affrontato una bufera di neve per raggiungere i nuovi compagni.

Il fantastico tour europeo con Ligabue mi è servito per conoscere e saperne di più riguardo i miei nuovi amici, la mia nuova famiglia "on the road". Questi ragazzi mi insegnano parecchio sotto diversi punti di vista.

Ho incontrato Michael Urbano la prima volta a Berkeley durante un concerto in cui suonavo con i Ditty Bops, una band di cui faccio parte. Venne da me e disse “Ciao”. Subito dopo mi ricordò del nostro comune amico Tim Young (grandissimo chitarrista, anche lui proveniente dal nord California). Michael è un tipo tosto. Quando salì a bordo della mia auto per le prime prove insieme, rimase allucinato dai miei cd di P.I.L., Electric Light Orchestra e DRI, così come dei dischi jazz di Bill Evans.
Michael ha fatto grandi cose suonando in album molto belli. Ha così tanta energia in corpo da suonare la batteria in modo duro e deciso senza alcun timore

Quando ho visto Josè Fiorilli ho pensato “Questo ragazzo è proprio forte”. Un sorriso smagliante che ti fa capire subito quanto gli piaccia ridere. Abbiamo parlato molto di musica e anche di vita. A me ricorda molto mio padre per il suo modo di essere così aperto verso ogni cosa. Mi ha insegnato che in Italia esiste un detto: “Tutto il mondo è paese”. Nessun altra frase poteva risultare così calzante per questo tour. Josè ama conoscere il mondo e scoprirne le culture. Gli piacciono molto i cactus e adesso, ogni volta che mi capita di vederne in giro, scatto una foto e gliela mando.

Nei primi minuti di incontro con la nuova band ognuno parlava e rideva un sacco... Tutti eccetto Niccolò. Quando lo vidi pensai che non riuscisse a parlare inglese: fu anche il modo in cui mi diede cortesemente la mano pronunciando quasi nulla che mi portò a credere questo. Rimasi sorpreso quando poco più tardi, durante una pausa, lo sentii parlare inglese in perfetto accento british!
Siamo diventati subito amici stretti. E' una persona complessa, è un grande chitarrista. I primi vocaboli italiani che mi ha insegnato sono state parolacce! Penso siano i migliori da imparare immediatamente in qualsiasi lingua perchè da subito puoi esprimere un sacco di cose.

Una volta terminate le prime prove, Luciano Luisi venne con me in albergo. E' un musicista eccellente che ha suonato con alcuni dei miei idoli (il bassista Pino Palladino!!!). Luisi è uno dei ragazzi più divertenti che conosca soprattutto per il suo modo buffo di raccontare le cose. Ha un buon senso dell'umorismo a tal punto che cominciamo a ridere prima che abbia finito di dire tutto.

Fede Poggipollini è un gentleman e un santo. Sta a Keith Richards come Luciano sta a Mick Jagger ma è molto di più. Fede è sempre pieno di sorprese. Quando giunsi la prima volta alle prove mollò tutti i suoi strumenti per darmi una mano con il mio amplificatore. Ha sempre avuto un gran sorriso in faccia durante l'intero primo periodo trascorso insieme. Mentre eravamo in California sono successe molte cose nella sua vita: ha compiuto gli anni e c'è stato un lieto evento rappresentato da un nuovo arrivo nella sua famiglia. In tutto questo ha messo a disposizione la sua professionalità gettando le basi adeguate alle capacità della band. Con Fede è anche molto divertente andare a correre insieme. Lo abbiamo fatto nelle varie città europee in cui abbiamo suonato. E' un grande fan dei Clash e chiunque lo sia diventa automaticamente un mio BUON amico!

Ho incontrato Luciano Ligabue a pranzo! Quando arrivò mi alzai in piedi per stringergli la mano. Essendo molto alto ho notato i suoi occhi spalancarsi sempre di più. A tavola ho sentito che parlava con Michael della sezione ritmica di John Hiatt con Jim Keltner e ho pensato: “Kaveh, questo di musica ne sa parecchio!”.
Pochi giorni dopo ci siamo incontrati e abbiamo avuto una piacevole conversazione sul cinema italiano. Quando Luciano parla di cose che ama e per cui prova forte interesse l'espressione dei suoi occhi ti fa sentire e capire la forza di quello che sta dicendo.
E' divertentissimo suonare con lui. E' serio ma con un grande senso dell'umorismo. Musicalmente sa ciò che vuole ed è aperto verso le idee che i musicisti propongono.
Ricordo la carica provata quando mi ha detto “Hey Kaveh, voglio che suonando tu faccia le tue cose divertendoti a farle”.

Con questi ragazzi faccio musica, viaggio e oltre alla lingua italiana, posso conoscere cibo e cultura di questo paese. E' un'esperienza incredibile.

KAVEH RASTEGAR

Lunedì, 14 luglio 2008