Martedì, 30 giugno 2020

Bruce Springsteen "Magic"

Bruce Springsteen "Magic"(Columbia/Sony-Bmg)
"Magic è un disco con un rock ad alta energia , incredibilmente ben suonato da Bruce e dalla E Street Band. E’ di grande intrattenimento ma, come sempre, ha anche tanto da dire". Parole di John Landau, storico manager di Springsteen, che hanno fatto il giro del mondo poco prima che il nuovo album del Boss prendesse posto nei negozi. Da venerdì scorso il lettore cd è occupato a snocciolare le 12 tracce he compongono "Magic" e dai giornali al web, ai media in generale ne abbiamo sentite e lette di ogni.

Pare ormai assodato che, a parte lo zoccolo duro che al proprio idolo tutto perdona, il resto dei fan si divide tra lo Springsteen rock and roll e lo Springsteen riflessivo e intimista (pur sempre rock). Da una parte "E’ il solito Boss, è la solita E-Street Band, non c’è nulla di nuovo, belle canzoni ma già sentite" e dall’altra "E’ il Boss che aspettavamo, è la E-Street band che conosciamo, continua a divertirci e queste sono canzoni non sono le solite". Detto questo, a noi di LigaChannel, che nel frattempo ci siamo consultati e abbiamo avuto scambi diversi di opinione al riguardo, il disco è piaciuto perché ci restituisce un Bruce che abbiamo voglia di andare a sentire dal vivo, con la carica e il muro sonoro che ci fa agitare, liberare e sfogare, soprattutto grazie alla E-Street band, nel cd splendidamente coadiuvata e prodotta dall'ormai fidato Brendan O'Brien.

Abbiamo letto da qualche parte che le tematiche politiche alle quali solitamente il Boss fa riferimento nei testi sono poco presenti, anche se non mancano metafore interpretabili in quella direzione (la title track parla dell’abilità di un mago-prestigiatore capace, con trucchi d’illusionismo, di gabbare il pubblico). Tornando coi piedi per terra, sembra che da Springsteen ci si debba ogni volta aspettare qualcosa di estremamente diverso quando invece si sa che sarà piuttosto improbabile che accada. In "Magic" le sue classiche atmosfere ci sono tutte e il disco potrebbe veramente mettere d’accordo anche i suoi più esigenti estimatori. Poi, non si pensi che il mercato del rock sia così foriero di dischi all’altezza di "Magic". Sarebbe davvero troppo bello e spenderemmo i nostri soldi non soltanto per ascoltarci i singoli di lancio ma per goderci la sequenza intera di un album che di questi tempi è spesso interrotta dal nostro dito che vuole sentire già la traccia successiva. Se avete tempo e voglia, bevetevi questo "Magic" e non fatelo a piccoli sorsi. Poi fateci sapere che ne pensate.

 

Martedì, 2 ottobre 2007