Mercoledì, 20 febbraio 2019

Lucianone se n'è andato

Pavarotti e LucianoLucianone se n'è andato.
Io ho avuto il privilegio di sentirlo cantare a due metri da me.
E quello che ho sentito non mi sembrava di questo mondo.
La sua voce, "quella" voce, lanciata in un acuto durante "Certe notti", non permetteva a nessun amplificatore né tantomeno a nessuna orchestra di osare coprirla o anche solo infastidirla.
Era più forte di tutto.
Forte (guarda un po') come la personalità di chi la possedeva, quella voce.
Circa un paio di mesi fa sono andato a trovarlo, a Modena.
Combatteva con la sua solita forza una malattia così terribile.
Però, pur in quelle condizioni, continuava a impartire lezioni di canto ai suoi allievi.
Assistendo a una di queste ho capito ancora di più quanto, pur potendo contare su un talento enorme, Lucianone abbia messo nella sua vita in termini di dedizione, attenzione, determinazione (insomma: lavoro), per poter essere quello che è stato.
Intorno a lui c'erano tutti i suoi amici, quelli che frequentava da una vita.
Credo che questo la dica lunga su di lui più di molte altre parole.
Perché erano lì, dicevo, tutti.
Ancora a giocare a carte dopo sessant'anni di partite con quello che non ci stava mai a perdere.

Credo che abbia avuto tutto dalla vita.
Ma, se mi sentisse, mi direbbe probabilmente di andare a quel paese.

Un abbraccio a Nicoletta, le sue figlie, i suoi famigliari e gli amici.

 

Leggi il racconto "Lucianone e Lucianino" tratto da "Fuori e dentro il Borgo"

Giovedì, 6 settembre 2007