Martedì, 24 aprile 2018

10 settembre 2005 al Campovolo di Reggio Emilia

10 settembre 2005Come descrivere le emozioni di una giornata magica come quella trascorsa sabato al Campovolo di Reggio Emilia? Dall'imponenza dell'evento (200.000 i partecipanti) alle grandi suggestioni evocate dall'incredibile scenario di luci ed immagini, fino ovviamente all'energia e all'emozione di tutti i fans, e alla grande magia della musica di Liga, tutto ci è sembrato semplicemente indescrivibile. Allora, mancandoci le parole, cominciamo "rubandole" a due grandi e storiche testate giornalistiche.

<<La grande notte di Ligabue è iniziata alle 21.30 davanti a duecentomila persone. Tante ne sono arrivate al Campovolo di Reggio Emilia (creando problemi al traffico, con code fino a dieci chilometri) per assistere al concerto-evento del rocker italiano, unica data per il 2005 dopo due anni di assenza dai palcoscenico. Ad aprire la serata, Il giorno dei giorni, il nuovo singolo scelto per dare il via a un evento che rappresenta una pietra miliare nella sua carriera. E che, per dimensioni (quattro palchi) e sforzo produttivo (cinque milioni di euro) resterà una pagina importante nella storia della musica italiana.
L'impianto scenico è impressionante, lo show si articola su quattro palchi, uno per ciascuna situazione musicale che ha contrassegnato le tappe fondamentali della carriera di Ligabue. Un vero e proprio tour de force in cui il rocker ripercorre tutta la sua carriera nei minimi dettagli incontrando tutti i musicisti che gli sono stati vicini. >> (estratto da "Repubblica")

<<...uno show difficile da dimenticare per la varietà della situazioni sonore e visive che offre (i suoni del palco Vintage sembreranno provenire da un altra epoca rispetto a quello principale), per la suggestione creata da 4 punti spettacolo e otto schermi che definire giganti è riduttivo, e per la complessità dei problemi tecnici affrontati dallo staff degli organizzatori. Mirabili le trovate per dare il tempo all’artista di passare da un palco all’altro. Mentre lui lascia il palco solista dove esegue uno dei pochi brani inediti del concerto («Sono qui per amore», dedicata a chi soffre a New Orleans) Liga fa partire una versione gregoriana di «Libera Nos a Malo» eseguita da un coro alpino. L’esibizione nel palco-teatro con Mauro Pagani strappa applausi e cori per «Una vita da mediano» e «Questa è la mia vita», mentre il ritorno al palco principale culmina con i fuochi d’artificio in «Balliamo sul mondo» e alla fine di «Tra palco e realtà» parte una raffica di bis fra cui «Certe notti», «Urlando contro il cielo». Trionfo per un evento che va al di là del concerto.>> (dal "Corriere della Sera").

Domenica, 11 settembre 2005