Martedì, 30 giugno 2020

The Arctic Monkeys "Favourite worst nightmare" (Domino Records/Self)

Arctic Monkeys - Favourite Worst NightmareEra la prova del nove e loro lo sapevano, altrochè se lo sapevano! Una delle prime band nate grazie al passaparola sul web, tra i primi a credere e ad avere anche la fortuna di capitare in un fenomeno virtuale chiamato MySpace che di lì a poco avrebbe spopolato, ecco uscire gli Arctic Monkeys. Osannati dalla critica, pompati da New Musical Express, detentori, con il disco di esordio, del record di vendite nella prima settimana di uscita nel Regno Unito (hanno spodestato da quel podio niente meno che gli Oasis!), gli Arctic Monkeys erano attesi al varco con il secondo disco.

Ai ragazzi non manca la fantasia: il disco si chiama "Favourite worst nightmare" cioè "l'incubo peggiore preferito". Sembra una metafora relativa alla sovraesposizione mediatica della band di Alex Turner, che proprio grazie al martellamento ha goduto e ricevuto consensi. La traccia di apertura è anche il primo singolo scelto per le radio. Si intitola "Brainstorm" e, a differenza di tanti album che cominciano con una intro, in questo caso, premendo play arriva la prima di una lunga serie di spettinate rock. Il disco infatti rallenta soltanto in un episodio "Only Ones Who Know", posizionata sapientemente a metà ascolto. Il resto è potente rock, molto più curato del precedente (i soldi portano anche qualità), pronto anche a sorprendere chi si aspettava una fotocopia di "Whatever people say I Am, That's What I'm Not".

Certo, il fascio di nervi scoperti è molto ben presente anche in questo ultimo lavoro, ma c'è come la sensazione che tutto sia ottimizzato per sperare in un secondo botto. Il confezionamento più riuscito, probabilmente anche da un punto di vista radiofonico è avvenuto in "Fluorescent Adolescent". Anche lo ska di "This House Is A Circus" con la voce filtrata e le chitarre a scandire il tempo risulta particolarmente accativante.
Nel complesso ci troviamo tra le mani un lavoro meno istintivo rispetto all'esordio ma più piacevole già al primo approccio. Qualcuno aveva scritto che il precedente lavoro aveva bisogno di un preascolto per abituarsi al suono "a basso costo" che conteneva. Questo "peggior incubo preferito" invece potrebbe far sognare qualcuno e anche gli Arctic Monkeys stessi.

 

Giovedì, 26 aprile 2007