Martedì, 20 febbraio 2018

Liga su "Sette": l'intervista completa ora online!


Ligabue racconta a Sette: "Le mie ballate hanno un potere taumaturgico"
"Ho imparato a scrivere canzoni grazie a Pier Vittorio Tondelli"

Luciano Ligabue parla a Sette (qui l'intervista completa uscita in edicola il 5 luglio) dei suoi miti letterari e cinematografici, delle sue canzoni, e del suo primo cambio di look, a 53 anni.
"Penso che solo le canzoni possano fare certe cose, non i libri, non i film. Ed è questa la ragione per cui sono grato a questo mestiere", dice a Sette Luciano Ligabue che, oltre che cantante, è anche regista e romanziere.
E quando parla del potere della musica aggiunge: "So direttamente dai fan che molti vi si sono aggrappati in momenti tormentati dalla loro vita".
Il cantante si è poi prestato a spiegare a Sette quali sono gli "effetti specifici" di alcune delle sue canzoni più amate, da Quella che non sei: "Racconta le difficoltà che hanno spesso le donne di piacere a se stesse, è diventata la canzone in cui si riconoscono molte ragazze anoressiche", a Il giorno di dolore che uno ha: "Usata di frequente per accompagnare l’elaborazione di un lutto", o Niente paura: "Ascoltata da molti chirurghi mentre fanno un intervento per farsi coraggio".

Quando parla dei suoi miti letterari dice anche qualcosa sul suo modo di fare musica. A proposito dello scrittore Pier Vittorio Tondelli per esempio: "Quello che gli avrei voluto dire e non ho avuto il tempo, perché lui morì presto è che quando lessi il suo primo libro, Altri libertini, capii che stavo sbagliando tutto. Cercavo di essere poetico che è il modo migliore per essere impoetico, pretenzioso". La chiave giusta gliela diede proprio lo scrittore perché, "raccontava un mondo che era anche il mio, i posti che frequentavo, le persone che incontravo. Provai a fare lo stesso e finalmente venne fuori una canzone che aveva a che fare con me, con la mia vita. Il pezzo era Sogni di rock ‘n’ roll. Mi sono detto: è così che si fa, non si raccontano balle. E da allora, più o meno, ho fatto sempre così, non ho raccontato balle".
Tra gli scrittori preferiti anche: "Philip Roth e al secondo posto Don DeLillo. In generale la mia letteratura preferita, da vent’anni a questa parte, è stata quella americana”, mentre tra i registi: “Paolo Sorrentino, mi piace la sua solidità di scrittura e fa un cinema sempre molto denso".

Il Ligabue intervistato da Antonio D’Orrico per Sette ha, per la prima volta, un look diverso, e su questo cambio afferma : "Mi sono tagliato i capelli ed è stata una liberazione. E poi ho deciso di non tingerli più. Tutti i cantanti rock se li tingono, questione di physique du rộle, perfino Bob Dylan ce li ha scuri. Ma io mi ero proprio stufato".

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Giovedì, 4 luglio 2013