Mercoledì, 13 novembre 2019

12/10 St. Vincent: il racconto di nalv1985

AostaRacconta il tuo concerto di Luciano a teatro, inviando un email a: teatri@ligachannel.com

Perchè tu non sei solo la musica, ma sei anche la coda al di fuori del teatro, dove tra una bollicina e l'altra si stringono nuove amicizie e senti che il TUO giorno dei giorni sta arrivando o per lo meno ci sei davvero vicinissimo.

Erano solo le 17 e 30 passate e nei nostri occhi la memoria disegnava l'attesa che già si era presentata per la distribuzione dei tuoi biglietti, sembrava poco vero essere li'. Battute, il classico crampo allo stomaco, poi le porte si aprono e in meno di un sospiro eravamo dentro, seduti al di sotto di quel palco, che tutto sommato sembrava un angolo intimo di una qualunque intima stradina di campagna: la tua seggiola, gli strumenti, compagni di viaggio, quelli di sempre. L'attesa mordeva ogni momento, tutto mi era confuso, come già successe in un altro live sempre tuo. Provavo, come provo ora con voi, a descrivere agli altri come mi sentivo, ma finchè tu non sei uscito e ti sei adagiato su quel trespolo di emozioni, nessuno ha potuto minimamente avvicinarsi a questo mio sentirti particolarmente sulla MIA STRADA.

"Sono qui per l'amore..." già, sei qui anche per questo, e ce lo hai detto con una chitarra acustica tra le mani, nel tuo modo, il più semplice possibile, il più diretto effettivamente. Ecco a quel punto molti si emozionavano, applaudivano, altri si chiudevano in un'apertura di silenzio davvero piena delle tue parole, ed io ? Beh io forse ho disturbato perchè ero in un pianto indescrivibile, un'ometto di ventunanni che scoppia in lacrime e con il suo singhiozzare ha anche disturbato i vicini più vicini, e anche quelli più lontani. Delle braccia si sono raccolte attorno a me e mi stringevano perchè finalmente capivano cosa tu puoi quando metti la voce e quel tuo cuore immenso, che graffia e fa star bene.

Il pianto non si fermava più, questo sono io quando sento te, e poi eri lì, a due passi dal tuo popolo, noi che abbiamo risposto al tuo dirci : "Vivetevela come preferite, saltate, urlate, ma non feritevi" e poi il libero modo di interpretarti ognuno a suo modo, stupendo. Continui solo con le chitarre della tua vita, un po' come sorelle, pronte ad aiutarti, anche in una serata come quella di ieri.

Qualche poesia e poi il resto della "cumpa" e tra quel resto hai messo pure tutti noi.

Tutto si assestava, via le lacrime lentamente, ora Liga era lì ancora di più !!! Tutte le tue perle in musica, grazie Luciano. Poi le poesie, superbe e lette da te si vestivano di terrena e cruda apoteosi di emozioni, grazie ancora.

Infine come un bambino un po' capriccioso hai mollato le redini e il rock è entrato sopra il classico ed eccoci a intonare "ho perso le parole" e di lì il tripudio totale: tutto il Palais in piedi e tu sempre più sorridente hai pestato al massimo, le casse zeppe, i suoni non violenti ma molto colorati, come il tuo viso che sorrideva e ci cercava.

Grazie Luciano, ancora grazie, mi reputo molto fortunato ad avere avuto ancora un'altra opportunità di vederti e stavolta eri a 12 m. da me.

Comunque sia, a discapito di tutta questa "m***a intorno che sempre m***a resterà" tu hai reso una notte "Viva" perchè ci hai regalato un pezzetto del nostro intimo "Giorno dei Giorni", e su tutto ha vinto il tuo concetto...."sempre sulla tua strada"...

Infatti fuori RIGO e ROBY PELLATi chiacchieravano con noi come se fossimo amici di sempre.

Grazie ancora a te e a tutto quello e quelli che ti aiutano a rendere possibile ciò che è stato appena descritto.

Un abbraccio, con affetto Andrew.

Venerdì, 13 ottobre 2006